Uno scritto di Francesco Selmi su casa Muratori, 1839

La casa del Muratori in Vignola

[da “Il Solerte”, settimanale di scienze, lettere ed arti; anno. II, n. 13, 30 marzo 1839]

Alla estremità di una breve contraduccia che mette verso levante, a sinistra di colui che entra in Vignola per la porta maggiore, trovasi una casa fabbricata rusticamente, priva all’esterno dell’intonaco, e da non molto in qualche parte ristaurata. Avvi in essa una stanza rozza, affumicata, cui non può rischiarare che un debolissimo raggio, nella quale il giorno ventesimo primo d’ottobre dell’anno 1672 ebbe vita Lodovico Antonio Muratori. In questa casa egli passò la fanciullezza, e quivi pure fattosi giovinetto diede i primi lampi del suo maraviglioso e potentissimo ingegno. E fu per un singolare e mirabile accidente, il quale a taluno sembrerà troppo strano ed incredibile, ma che ha tutto l’aspetto di verità quando si pensi come da piccola scintilla possa divampare un immenso incendio. Vennero a Lodovico concessi in prestanza alcuni libri che gli si dice dilettevoli; narravano eventi prodigiosi, battaglie, tornei, viaggi immensi, ed orribili, pericoli superati; parlavano della gente Turchesca, ed esponevano le bizzarre loro costumanze; erano questi i romanzi di madama di Scuderì. Egli lesse avidamente, quella lettura lo commosse e lo agitò, sentì una brama insolita ed uno stimolo fino allora incognito; la sua mente si schiuse e si slanciò sublimandosi, e da quel giorno in poi intrapprese altissimi studi, mentre dapprima andava invano sulle pagine della grammaticuccia.

O casa che l’accoglievi negli avventurosi istanti in cui l’Italo Genio gli soffiava novella esistenza, lo vedesti tu fiammeggiare negli occhi, alzarsi dallo scanno, irrequieto e febbricitante percorrerti sospirando a passi concitati? O casa nella quale respirò la prima volta, dimmi: le tue aure sono più sottili, più elastiche, più vivificanti?

La devota posterità incrostò le tue pareti d’oro e di gemme, eresse nel tuo mezzo un monumento di venerazione e gratitudine all’homo sommo? Ahi! Tu rimani negletta in turpe dimenticanza, e una pietra che rimembri le tue glorie non venne in te deposta ancora: la tradizione sola prese di te religiosa cura, e paventando che l’obblio ti occultasse all’avvenire, condusse quando a quando lo straniero a visitarti. Forse l’incuria a cui fosti ingiustamente abbandonata dipende da quella funesta fatalità, che predomina sulle onoranze a Lui dovute, e poste in non cale; imperocchè neppure a luogo ove riposano le sue ceneri si scorge magnificenza di marmi e pompa d’epigrafi: prescindi da una miserabile lapiduccia ornata a festoni di gesso in isfacello, che anzi dovrebbesi togliere, affinché fosse minore la vergogna.

Selmi giovane foto Orlandini

Nato io in Vignola, nella terra che si vanta d’essergli madre, veggo con cordoglio l’obbrobriosa negligenza alla quale lasciano la memoria di Lui i suoi concittadini, e l’Italia; i suoi concittadini di cui forma la più bella gloria; l’Italia le cui vicende illustrò con opere laboriosissime, e narrò né suoi eterni Annali. Impotente a tutto, innalzo però la debole mia voce, non a speranza che scuota gli animi, ma a desiderio che muova altri più valenti di me ad associarvi la loro, ed a compiere l’uffizio a cui non valgo; acciocché lo straniero che visita pieno d’alta riverenza la casa e la tomba del Muratori, non debba ripetere con sorriso di scherno, che neppure stiamo alle ricordanze.

Francesco Selmi

Francesco Selmi (1817-1881), chimico, patriota e letterato vignolese. Oltre a questo breve scritto, assai indicativo dello stato di degrado nel quale versavano tanto il fabbricato vignolese, dal 1832 di proprietà di Antonio Trenti, quanto la tomba presso la Chiesa di Sant’Agostino a Modena, egli ha pubblicato, sempre in giovane età, una biografia del Muratori sulla rivista “Museo Scientifico, Artistico e Letterario, ovvero scelta raccolta di utili e svariate nozioni in fatto di scienze, lettere ed arti belle”; anno secondo, 1840 (Fontana, Torino, pp. 281-285) e curato l’Iconografia dei celebri vignolesi (Lupi, Modena, 1839), che contiene una biografia dello stesso Muratori ad opera di Gianfrancesco Galeani Napione.

Iconografia dei celebri vignolesi