Un articolo di Giosuè Carducci su casa Muratori e le celebrazioni muratoriane del 1872

Alessandro Plessi, tra gli esponenti politici più in vista nella Vignola dei primi decenni post-unitari, attribuisce al celebre chimico, patriota e letterato vignolese Francesco Selmi (1817-1881) la proposta di commemorare il duecentesimo anniversario della nascita di Lodovico Antonio Muratori, facendo in modo che “il Municipio di Vignola porgesse invito alle R. Deputazioni di Storia patria dell’Emilia ad ivi convocarsi, e tenervi una generale e pubblica adunanza” (Istorie Vignolesi, Antonio Monti, Vignola, 1885, p. 115). Le due patrie del Muratori, Vignola e Modena, si sarebbero così unite nelle celebrazioni, tenutesi tra il 20 e il 21 ottobre 1872, dando vita a un legame e a una collaborazione che si sarebbero da allora consolidate.

La paternità selmiana è confermata anche dal Don Giovanni Rodolfi (1828-1896) bibliotecario vignolese che, in qualità di segretario del Comitato celebrativo, ha lasciato un’interessante cronaca manoscritta dell’evento conservata presso la biblioteca comunale “Francesco Selmi” di Vignola.

Il 20 ottobre, in un clima di festa paesana, fra i concerti di quattro bande musicali, le delegazioni presenti si sono recate in corteo a visitare la camera genetliaca del Muratori. Tra i partecipanti vi era Giosuè Carducci, autore di due pungenti resoconti per il quotidiano democratico-sociale repubblicano bolognese “La Voce del Popolo”. Non manca, nel primo di essi, una descrizione della visita: “I signori invitati fecero alle ore undici la visita inaugurale, come fu chiamata, alla esposizione agricola e industriale; e già a pena arrivati avean visitato la casa del Muratori, o, per dir meglio, la stanza in cui nacque Lodovico Antonio Muratori e che fu poi incorporata in una casa del signor Antonio Trenti. La via sur un cui angolo sorge la casa ora si intitola dal Muratori[1]; e nel rifacimento fu serbata non tócca, salvo l’intonacatura, la camera genetliaca. Io guardava quei quattro muri, assai nudi, assai poveri, assai vicini tra loro, e il tetto basso e la finestrella. Era così ristretta e misera cosa quella stanzuccia, che ce ne capivano pochine di quelle marsine crociate: io guardavo e pensavo, quando ebbi un urto negli occhi e nei pensieri. Era il signor marchese Albergati che passava, sfolgorando dai cordoni e dai ciondoli: avea levato il paletot. Divenni pensoso più che prima, quando mi distrasse ancora una volta il corrispondente della Perseveranza, parmi, che passava zufolando; e dovei, lì dove nacque il Muratori, pensare a Ruggero Bonghi, professore di tutte le cose in tutte le università del regno” (G. Carducci, Prose (a cura di M. Saccenti), UTET, Torino, 2006, e-book)[2].

La descrizione del Plessi, Sindaco di Vignola nel 1872, conferma il precario stato di conservazione del luogo: “Sul volto di quegli egregi appariva l’interna commozione dell’animo, in mirare l’umile, buia ed angusta cameretta, onde respirò la prima aura vitale il sapiente, l’immortale scopritore delle medioevali istorie; ed essi rimpiansero amaramente, che quel prezioso monumento non fosse, qual si doveva, inalterato” (Plessi, cit. p. 116). Queste amare considerazioni, che confermano quanto scritto da Francesco Selmi sulla rivista settimanale “Il Solerte” fin dal 1839, sono accompagnate da una nota che pone al centro dell’attenzione la necessità di tutelare e conservare questo luogo: “Per compiere certi lavori di adattamento, l’odierno proprietario di quella casa spostò una delle pareti della camera, ove nacque il Muratori: confidasi ora che si farà sollecito di conservare religiosamente i sacri avanzi di quella camera monumentale, togliendoli assolutamente da qualsiasi uso domestico” (nota 2, p. 116). L’”odierno proprietario” era Giuseppe Trenti, figlio di Antonio e nel 1872 assessore comunale, esponente della nuova classe dirigente post-unitaria insieme allo stesso Plessi, ai Leoni e ai Tosi e Tosi-Bellucci.

Lo storico locale Bernardo Soli, volgarizzando e commentando nel 1935 la cronaca del vignolese Domenico Belloj amico del Muratori, risalente all’anno 1704 e pubblicata proprio in occasione delle celebrazioni muratoriane, chiarisce come “il pio voto restò inosservato e come le cose peggiorarono tanto che dovette occuparsene la R[egia]. Deputazione di Storia Patria per le Provincie Modenesi nella adunanza del 21 novembre 1928” (Del più moderno stato di Vignola, G. Ferraguti, Modena, 1935, pp. 181-182).

L’apertura di un nuovo ingresso al paese da levante, quasi in corrispondenza del nuovo Ponte Muratori verso Savignano, grazie al riempimento della fossa castellana e alla costruzione dell’allora via Ospedale (dal 1907 via Francesco Selmi), ha determinato importanti modifiche non solamente nell’assetto urbanistico di questa parte del centro di Vignola, ma anche nello stesso fabbricato di proprietà Trenti. A fianco delle entrate storiche da via Muratori e via Bernardoni (già Contrada di San Pietro Martire), evidenziate tanto nel Catasto Generale del 1786, quanto nel registro Case del 1875[3], viene aperto un nuovo ingresso da via Ospedale, che corrisponde all’attuale ingresso di Casa Muratori, descritto nella revisione catastale del 1890[4].

Nel 1919 Bianca Trenti, figlia di Giuseppe, vende l’immobile con ingresso da via Ospedale al commerciante Cleto Ferrucci Morandi, i cui eredi, nel 1936, lo avrebbero a loro volta venduto al Comune di Vignola.

 

Note:

[1] Fino al 1865 l’attuale via Muratori si chiamava contrada del Guazzatojo, trovandosi a fianco della Rocchetta e nei pressi delle stalle marchionali un luogo dove abbeverare e lavare i cavalli.

[2] Giosuè Carducci, Prose

[3] Comune di Vignola. Registro delle case con riferimento alle famiglie abitantivi inscritte nel Registro di Popolazione, Toschi e C., Modena, 1875. Il registro è conservato presso l’Archivio storico del Comune di Vignola, Polo Archivistico-storico dell’Unione Terre di Castelli.

[4] Provincia di Modena. Comune di Vignola. Registro delle Partite. Catasto fabbricati, Remagni, Viadana, 1902. Il registro, basato sulla revisione generale 1890, è conservato presso l’Archivio storico del Comune di Vignola, Polo Archivistico-storico dell’Unione Terre di Castelli.

celebrazioni muratoriane, Don Rodolfi

La copertina del prezioso registro che contiene la cronaca manoscritta delle celebrazioni muratoriane del 1872 redatta da Don Giovanni Rodolfi (1828-1896), bibliotecario vignolese (Biblioteca comunale “Francesco Selmi” Vignola)

Domenico Belloi

Il frontespizio della Cronaca del vignolese Domenico Belloj, dedicata a Lodovico Antonio Muratori e pubblicata in occasione delle celebrazioni muratoriane del 1872 (Biblioteca comunale “Francesco Selmi” Vignola)

Celebrazioni muratoriane

Il programma delle giornate del 20 e 21 ottobre 1872 tra Vignola e Modena (Biblioteca comunale “Francesco Selmi” Vignola)

Celebrazioni muratoriane

Pagina di chiusura della prima parte del registro, che contiene le firme dei partecipanti, con la validazione del Sindaco di Vignola Alessandro Plessi e degli altri componenti dell’amministrazione e del Comitato celebrativo. In particolare: Gioachino Leoni, Giuseppe Marescotti e Giuseppe Trenti, assessori municipali; Francesco Selmi, Giacomo Tosi-Bellucci e Don Giovanni Rodolfi, rispettivamente componenti e segretario del Comitato celebrativo