Casa Muratori e la sua difficile valorizzazione

Il recupero dei “luoghi muratoriani” tra Modena e Vignola

La sollecitazione alle istituzioni vignolesi per la conservazione e valorizzazione della camera natale del Muratori avviene nel contesto più complessivo del recupero dei “luoghi muratoriani” modenesi, ovvero la chiesa di Santa Maria Pomposa, dove il Muratori ha svolto le funzioni di parroco fin dal 1716, e l’attigua casa-canonica, dove il grande storico ha vissuto. La discussione tra i numerosi esponenti della vita politica e culturale modenese ha inizio fin dal 1889, ma per osservare i primi risultati concreti occorre attendere le celebrazioni muratoriane del 1922, con grande merito da ascriversi alla Regia Deputazione di storia patria per le Provincie Modenesi[1]. Il 20 ottobre di quell’anno, infatti, le ossa del Muratori vengono nuovamente traslate presso Santa Maria Pomposa, da dove erano state trasferite nel 1774 per essere ospitate presso la chiesa di Sant’Agostino. Contestualmente alla traslazione, viene richiesto per l’intero complesso al ministero della Pubblica Istruzione il riconoscimento del rango di monumento nazionale, ottenuto nel maggio 1925. Il 12 aprile 1931 vengono inaugurate tanto la tomba monumentale del Muratori presso Santa Maria Pomposa, quanto l’attigua casa-canonica, nel frattempo acquistata dal Comune di Modena e destinata a ospitare la Regia Deputazione di storia patria e il Museo muratoriano[2].

È questo il contesto nel quale si colloca il coinvolgimento diretto delle istituzioni vignolesi per la valorizzazione della casa che ospita la camera natale del Muratori, sempre su iniziativa della Regia Deputazione di storia patria. Nel corso della seduta del 21 novembre 1928, infatti, il professor Benvenuto Donati illustra un ordine del giorno specifico sull’argomento: “La Regia Deputazione di Storia Patria delle Provincie Modenesi confida nel grande civismo dei cittadini di Vignola, perché la camera genetliaca di L.A. Muratori, descritta da Giosuè Carducci con espressioni di commossa reverenza, sia al più presto sottratta all’uso domestico e sia conservata nella sua semplicità, eventualmente come luogo sacro per raccogliere memorie del Grande storico, e delibera di presentare questo voto all’Ill.mo Podestà del nobilissimo Comune di Vignola”.

Questo testo viene prontamente trasmesso da Giovanni Canevazzi, allora presidente della Deputazione, al Podestà di Vignola, Paolo Ripandelli Martuzzi con lettera del 27 novembre, nella quale si richiede che “a mezzo del di Lei intervento, autorevole ed efficace sia possibile di ottenere al Comune di Vignola, con un definitivo accordo con il proprietario della casa, che la camera della nascita del Muratori possa essere conservata, come luogo sacro alla pubblica considerazione ed eventualmente come sede degna per la raccolta di ricordi del Grande”.

Importante punto di riferimento per l’intero progetto si rivela, fin dalle prime battute, Giulio Bertoni (1878-1942), eminente filologo modenese, docente presso l’Università La Sapienza di Roma, direttore della sezione di Linguistica dell’Enciclopedia Italiana e, dal 1932, Accademico d’Italia.

La risposta giunge il 30 settembre 1930, quando il Podestà comunica alla Deputazione la mancata intenzione da parte del proprietario, il commerciante Cleto Ferrucci Morandi, di “accordarsi per

la vendita del vano”, accettando solamente un’eventuale proposta di affitto da parte del Comune. Nel dare formale inizio al procedimento per la locazione, con successiva delibera del 4 dicembre, l’autorità podestarile  chiarisce come il locale avrebbe dovuto essere “conservato con decoro, ma nella sua estrema primitiva semplicità”, in modo tale che da questo luogo “venga ancora una volta l’ammonimento, che la modestia dei natali non è di impedimento a una vita operosa, la quale può anche eternarsi con onore, quando sia illuminata da ingegno e probità, messa a servizio del più grande prestigio della Patria”. A questo fine, “salvo le necessarie riparazioni, non sarà apportata alcuna modificazione”, limitandosi a preservare nella parete in fondo la lapide esistente, mentre una seconda avrebbe dovuto ricordare la descrizione carducciana del 1872.

A seguito delle polemiche sollevate dalla visita non annunciata del senatore ravennate Corrado Ricci, già direttore della Galleria estense di Modena, e del Soprintendente Luigi Corsini nel settembre 1931, il Comune di Vignola corre ai ripari e sottoscrive con gli eredi del Ferrucci Morandi un contratto di affitto quinquennale per la stanza natale del Muratori, al prezzo di lire 300 annue.

Questo passaggio, pur se importante, non segna però la sperata inversione di tendenza in termini di accessibilità, conservazione e valorizzazione del locale.

Note:

[1] G. Canevazzi, Onoranze rese in Modena a L.A. Muratori nei giorni 20-22 ottobre 1922 ad iniziativa della R. Deputazione di storia patria per le Provincie Modenesi, Tipografia Modenese, Modena, 1824 e R. Deputazione modenese di storia patria e R. biblioteca Estense  (a cura di), Per il 250 anniversario della nascita di L.A. Muratori, Società tipografica modenese, Modena, 1922.

[2] T. Sorbelli, La tomba di L.A. Muratori e il Museo muratoriano in Modena, Società tipografica modenese, antica tipografia Soliani, Modena, 1931; T. Sorbelli, Il Museo Muratoriano della città di Modena, Società Tipografica Editrice Modenese, Modena, 1950.

Progetto casa Muratori, planimetria
Progetto casa Muratori del 1939

Le immagini riguardano il progetto non realizzato presentato nel 1939 dal Comune

L’acquisto di casa Muratori da parte del Comune di Vignola

Nel 1936, di fronte a una crescente insoddisfazione generale, il Comune di Vignola perfeziona con gli eredi Ferrucci Morandi l’acquisto dell’intero edificio per la somma di lire 80.000, alla quale aggiungere altre 3.500 lire di indennizzo per Aristide Turci, che aveva nel frattempo sottoscritto con i Ferrucci Morandi un contratto di affitto per aprire un’osteria nei locali a pianterreno lungo via Muratori. Una volta ottenuti i pareri favorevoli della Giunta Provinciale Amministrativa e della Prefettura, il Comune progetta un primo intervento di ristrutturazione per una valore di lire 245.000, che non si limita a rifacimenti esterni e interni dell’edificio, ma si allarga all’area circostante, prevedendo l’abbattimento di due edifici fatiscenti limitrofi alla Rocchetta, in sostituzione dei quali avrebbe dovuto sorgere “Piazza Muratori”.

Per finanziare questo intervento viene richiesto un contributo integrale al Ministero dell’Educazione Nazionale, contestualmente al

riconoscimento di casa Muratori come monumento nazionale. Nella seconda metà del 1938 tanto il Genio Civile quanto l’Amministrazione delle Antichità e Belle Arti muovono diverse critiche all’impianto del progetto, concentrandosi in particolare sugli interventi esterni previsti e sull’abbattimento dei fabbricati circostanti, che “va oltre gli scopi che il Comune dovrebbe proporsi”, dando luogo “ad una vera e propria sistemazione urbanistica sotto il titolo di sistemazione della Casa Muratori”. Il Ministero consiglia pertanto di “limitare la domanda (…) al contributo nelle spese per la sistemazione della casa, sistemazione che dovrà costare molto meno, se si limita a pochi restauri del genuino

originario stato attuale dell’esterno, nonché alle indispensabili sistemazioni interne”.

Sulla base di questi presupposti, il 20 luglio 1939 l’Ufficio tecnico comunale elabora un nuovo progetto di sistemazione dell’edificio, assai più ridotto, per un importo complessivo di 65.000 lire, che prevede per la parte esterna il rifacimento degli intonaci e la trasformazione dei quattro portoni su via Muratori in quattro finestre. La destinazione degli spazi interni è così ripartita: a piano terra l’appartamento de custode; al primo piano la predisposizione di un museo con i cimeli dei grandi vignolesi e la camera natale del Muratori; al secondo piano la biblioteca comunale con sala di lettura e ufficio del bibliotecario.

Il 14 marzo 1940 viene approvato il decreto che riconosce casa Muratori come Monumento Nazionale, ma il Ministero per ragioni di bilancio non concede alcun contributo economico. Il 25 aprile il podestà scrive al Bertoni, sottolineando gli sforzi compiuti dal comune e la prospettiva, in assenza del contributo richiesto, di “lasciare chi sa per quanti anni ancora il fabbricato nelle deplorevoli condizioni attuali”. Nonostante tutti gli sforzi, però, la situazione non si sblocca e l’edificio serve “per alloggio a sfrattati ed a famiglie senza tetto”, come evidenziato dal Commissario Prefettizio in data 27 settembre 1941, quando dispone il trasferimento presso casa Muratori della nuova scuola media, istituita con l’anno scolastico 1940-1941 e fino a quel momento ospitata presso i locali della colonia elioterapica.

Sede della scuola media e dell’Istituto Cattaneo

Il progetto di sistemazione dei locali per ospitare la nuova scuola media, elaborato dall’Ufficio tecnico comunale, con una spesa prevista di lire 30.000, colloca nei locali al piano terreno presidenza, segreteria con archivio, sala insegnanti e bagni per gli alunni; al piano primo, preservata la camera natale del Muratori, aule del primo e secondo corso, spogliatoio e posto di sosta per il bidello, bagni per gli insegnanti; al secondo piano aula da disegno, aula per la terza classe, sala di lavoro e bagni per le alunne; nel sottotetto alloggio del custode.

Casa Muratori ospita le scuole medie di Vignola fino ai primi anni sessanta, per poi divenire sede della sezione vignolese dell’istituto professionale “Cattaneo”, con quattro classi e una settantina di alunni. Nel 1966 viene realizzato un ulteriore intervento di ristrutturazione esterna e interna che, pur salvaguardando la camera natale del Muratori, nel frattempo trasformata in “studiolo” (link apposito) nel corso delle celebrazioni muratoriane del 1950 in occasione del 200° anniversario dalla morte, ha un profondo impatto  sull’intero edificio, che assume l’attuale assetto. Oltre al rifacimento degli intonaci esterni, vengono sostituiti all’interno gli scalini in pietra con gli attuali in marmo, così come vengono costruiti nuovi servizi igienici, rafforzati i solai, rifatti i pavimenti e sistemato il tetto.

Gli spazi di casa Muratori, con l’esclusione della camera natale del Muratori, sono oggi a disposizione del mondo associativo e culturale vignolese.

Progetto casa Muratori
Progetto casa Muratori

Due degli edifici che avrebbero dovuto essere abbattuti secondo il progetto iniziale di restauro